martedì 15 giugno 2010

Da "Shakespeare scriveva per soldi" (N. Hornby)


“Può darsi che dopo un po’ ci si annoi a bere caffè seduti al sole sulla veranda della libreria Square Books e a visitare la casa di Faulkner in fondo alla via, ma solo dopo un annetto o due, no?”

“Forse i poeti bisognerebbe conoscerli molto bene o non conoscerli affatto.”

“C’è mai stata vita migliore? Amici, calcio, cene a domicilio, niente lavoro.”

“Se la situazione è grave come lascia intendere la Kolbert, allora i matrimoni e i Mondiali sono le sole cose che contano.”

“Il momento migliore per leggere la sua prosa è la giovinezza, quando una dieta a base di Smiths e di incessanti incomprensioni famigliari non riesce a soddisfare la fame infinita di tormenti.”

“Forse la cosa migliore da fare, con i film e i libri preferiti, è lasciarli stare: se sono riusciti ad esaltarci tanto, significa che sono arrivati nel posto giusto e al momento giusto della nostra vita, e queste sono condizioni che non si ripeteranno mai.”

“Ma il pregiudizio non può non avere una parte importante nel nostro processo decisionale, quando si tratta di letture, altrimenti finiremmo sommersi dai libri.”

“Il mio consiglio: non leggete scrittori che pensano ai posteri. Quelle sono persone serie e i loro libri, se li leggeste adesso, li banalizzereste. E poi a loro i soldi non interessano. È gente superiore.”

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